La mia amicizia con i soci del V.C. Ticino risale al raduno internazionale che si tenne a Uzwill SG nell’Agosto del 99. Ero insieme a loro durante la cena del sabato e proprio lì si familiarizzò sorseggiando birra e fumando i sigari portati da Francesco. Ci si incontrò, di lì a poco con alcuni di loro, anche a Viareggio per il Raduno del 50° Anniversario del V.C. d’Italia. Gli incontri proseguirono anche nel 2000 in occasione del Eurovespa di Amburgo dove il fortunatissimo Raul vinse li PX 200 Limited messo in palio nella lotteria. Agli inizi del 2001, navigando in Internet, trovai il sito, ricco di notizie, del Club e recante tutte le manifestazioni dei passati anni ma anche del presente. Venni così a conoscenza del “Giro dei Passi”. Sono sempre stato affascinato dalla Svizzera e dai suoi paesaggi alpini. Fin da bambino visitai i Grigioni con i miei genitori; poi diventato indipendente girai per i Cantoni con i miei mezzi ovvero auto e moto. Negli ultimi anni ho avuto modo di valicare le Alpi, con la Vespa, più di una volta. Se la motocicletta ti porta più velocemente a Chiasso, solo la Vespa ti fa assaporare la natura e tutto quello che c’è intorno oltrepassata la frontiera. La proposta apparsa sul sito mi allettava. Decido allora di contattare Oliviero tramite la posta elettronica. La sua disponibilità fu fin dall’inizio totale, e mi impressiona molto positivamente. I giorni passano e finalmente arriva la fine di Luglio. Il 27 mattina parto per Lugano alle ore 8.00 imboccando la SS9 via Emilia. Dopo una sosta brevissima a Cesena per l’acquisto del Libretto ETI proseguo alla volta di Bologna, che oltrepasso in tangenziale per abbreviare i tempi. Prima sosta benzina prima di Modena. Riparto sulla via Emilia, ma poi accorgendomi che i tempi si allungano eccessivamente. Decido allora di potarmi sulla costosissima autostrada dove le cose vanno molto meglio, ed in scia ad un autotreno a 100 km/h raggiungo Melegnano. Mi concedo un attimo di sosta a casa dell’amico Massimo, vespista di vecchia data, che mi mostra pubblicazioni dedicate alle Vespe ed alle auto d’epoca. Lo stesso Massimo poi mi fa strada fino all’imboccatura della Superstrada per Como. La giornata, fin dal mattino, è calda e mi consiglia l’aggiunta di olio lubrificante direttamente nel serbatoio. E’ quell’1% in più che tiene ben distante le grippature. Alle 16 raggiungo Como ma iniziano anche i primi guai. Nella salita che mi porta a Ponte Chiasso prendo lo spigolo vivo di un tombino che porta alla rottura dell’ammortizzatore posteriore.Non me ne accorgo subito ma durante la mattinata seguente a Giro iniziato. L’appuntamento con Oliviero è in centro a Lugano per le 17, per cui piano piano per gustarmi meglio la Cantonale proseguo ad andatura più che turistica. Il cielo è terso ed i colori intensi mi ripagano della fatica fatta per arrivare a Como e dei paesaggi piatti e noiosi della Val Padana. Aspetto Oliviero in centro fuori della Posta Centrale. I telefoni portatili ironia della sorte non funzionano, ma Oliviero di lì a poco mi appare a bordo della sua Rally ben conservata ed in pieno “vigore”. Una stretta di mano e poi via verso casa sua. Arrivati si affretta a farmi parcheggiare e scaricare la Vespa in garage mostrandomi l’interessante collezione di Vespe d’epoca. Successivamente mi porta con se nell’archivio-studio dove trovo qualcosa di sconvolgente e mai visto: un vero archivio tematico sulla Vespa. Mai vista una collezione simile: nemmeno a Pontedera ne possiedono una così. La serata prosegue in veranda con la cena, disturbata da un improvviso temporale estivo. Esausti ci ritiriamo alle 22 circa. La mattina seguente sveglia alle 7.00 con puntualità svizzera e dopo un caffè partiamo alla volta della stazione ferroviaria centrale di Lugano, luogo dell’appuntamento. Ad attenderci c’erano già altri due vespisti provenienti dalla vicina Lombardia. Il grosso del gruppo tarderà ancora una mezz’ora ma poi verso le 9 si parte tutti insieme. Il giro dei Passi 2001 inizia! Imbocchiamo la cantonale alla volta di Bellinzona. La strada che sale e poi scende dal Monte Ceneri è in pratica la vecchia strada che si percorreva prima dell’avvento dell’autostrada. Ci fermiamo a far rifornimento alla Shell prima dell’inizio della scalata al San Bernardino. Le soste servono non solo a rifornire le Vespe ma anche a familiarizzare all’interno del gruppo. Così ho modo di conoscere altri soci del V.C. Ticino ma anche quelli provenienti da brescia e Milano. Si riparte di lì a poco ed in colonna, con in tetra Marco Pratt a bordo della sua velocissima T5, nel verde fondovalle della Moésa che ci porta alle prime rampe del passo. La strada sale e le Vespe iniziano a rallentare; la mia addirittura non vuole camminare ed a .quota 1000 mt.slm si ferma. Capisco subito il problema ed in pochi minuti sostituisco il getto del massimo del mio PX diminuendo la portata di 2 “tacche”. Francesco a bordo del suo Rally 200 mi fa da angelo custode. Ripartiamo in gran carriera sotto un sole stupendo ed arriviamo in coda al gruppo. L’organizzazione non ha pensato ad un “carro scopa” ma capisco subito che visto l’andatura turistica non ce n’è bisogno. In coda al gruppo c’è…..con una Yamaha Majestic che all’occorrenza contatta telefonicamente, tramite interfono, Marco che è a capo del gruppo. Dopo la rituale foto si riparte alla volta di Thusis, ma poco prima ci si ferma tutti per visitare l’incantevole e straordinaria “Gola della Viamala”. Devo dire che queste soste, assenti nei raid di VOL per problemi logistici, fanno molto bene sia alle Vespe che ai partecipanti. E’ tutto un altro modo di fare Vespaturismo molto più rilassante e salutare. Dopo una sosta di 30 minuti proseguiamo per il centro di Thusis e dopo aver fatto rifornimento al distributore della Esso, in fondo al paese, parcheggiamo le Vespe e ci dirigiamo in ordine sparso verso i ristoranti e caffè per consumare il pranzo. La temperature estiva, prossima ai +25°, ed il caldo sole, fanno preferire i tavoli all’aperto ma purtroppo io devo recarmi presso il buffet della Coop, insieme a…PX125 Grigio metallizz. di Porlezza…. Per non accaldarmi troppo sotto la tuta di pelle. Alle 13,30 circa si riparte dopo un'altra foto di gruppo alla volta di Davos. Il gruppo si sgrana lungo la dolce salita che da Tiefencastel porta a Davos; la strada, ben pavimentata, non è trafficata e così corro in avanti e mi posiziono per delle foto ai partecipanti in una curva nei pressi di Wiesen. Intanto in cielo appaiono le prime nubi, ma niente di preoccupante per il momento. Arriviamo in gruppo a Davos, questo grazioso paese di villeggiatura circondato da alte vette tra cui quella dello Jakobshorn. Le strade sono tutte chiuse per una manifestazione, per cui decidiamo di non perdere tempo e di proseguire alla volta del Fuelapass. Il percorso non è molto tortuoso e la salta non molto ripida. Ci fermiamo sulla sommità anche per ammirare le nevi eterne che si immergono nelle acque del lago. Purtroppo le nuvole si sono tramutate in nuvoloni, che non promettono niente di buono, e la temperatura è scesa di molto. La sosta è quindi ridotta al minimo e si riparte alla volta di Zernez. Qui all’ingresso del paese o per meglio dire all’incrocio della cantonale 28 per il Pass dal Fuorn ci dobbiamo fermare per indossare le tute antipioggia. La pioggia battente ci accompagna a tratti per tutta la salita fino all’imboccatura del tunnel per Livigno.in località Punt la Drossa. Io arrivo tra gli ultimi perché la mia condotta di guida sotto la pioggia non brilla e i Michelin S1 “mi dicono” di procedere con prudenza. La sosta all’imboccatura del tunnel si protrae per circa 15 minuti. Giusto il tempo per liberarci delle tute indossate a Zernez. Dopo aver attraversato il tunnel oltrepassiamo la diga ed entriamo nella valle di Livigno. Il cielo è una tavola grigia, ma non piove e la temperatura è accettabile trovandoci a 2000 mt slm. Alcuni di noi si fermano al distributore dell’Agip per il rifornimento a lit 1286 al litro, che è una vera libidine. Poi in ordine sparso si prosegue per gli acquisti all’interno del paese. Verso le 17 , dopo aver ricompattato il gruppo nei pressi della Caserma dei Carabinieri, ripartiamo vestiti di tutto punto contro la pioggia affrontando la salita che porta ai 2315 del,a Forcola di Livigno attraversando i pascoli d’alta quota.Qui il gruppo si attarda mentre la luce cala a causa delle avverse condizioni metereologiche. Anche la temperatura discende sensibilmente come le nuvole che ormai basse lambiscono la strada. Decido di andare avanti, tanto non manca molto al Passo del Bernina (2323 mt) e la sosta per la notte presso l’Ospizio – Bernina Suot. Sono tra i primi ad arrivare e parcheggio il PX nel fondo del garage a noi riservato. Finalmente arriva il resto della comitiva e così si può procedere all’assegnazione delle camere. Gli ammogliati di sopra in camere doppie e a noi uomini veri i camerini al piano inferiore con gelidi bagni e doccie in comune. Io prendo posto nella camerata del V.C. Ticino perché non ho un gruppo di appartenenza come i milanesi ed i bresciani. Il tempo di svestirci e di rinfrescarci e via a tavola. La cena, molto leggera, viene consumata in diversi tavoli in due stanze separate. Non si è potuti stare insieme perché il locale è praticamente un rifugio e gli spazi sono quelli che sono. Io siedo al tavolo Con PX Porlezza Oliviero e Francesco ma poi a cena conclusa ci trasferiamo tutti insieme in un tavolo più grande con Marco Pratt, Marco di Verbania e Yamaha Majestic. Gli ammogliati sono rimasti ai loro tavoli tutti composti. Dopo aver sorseggiato un liquore del posto abbiamo fatto ritorno alla nostra camerata e cullati dalle “russate” di Francesco ci siamo addormentati. Il secondo giorno ci appare subito in tutto il suo splendore. In cielo le nuvole avevano lasciato il posto al sereno. Ho fatto colazione prima degli altri per guadagnare tempo e recarmi al Bernina per le foto ricordo. Infatti la sera prima non è stato possibile fermarsi a causa delle condizioni metereologiche proibitive. Il termometro segna solo +10 C e così non mi dilungo troppo sul passo lambito dal freddo vento. Ritorno in discesa sul gruppo fermo ad un passaggio a livello e di lì proseguiamo alla volta di Pontresina prima e St. Moritz poi. Il percorso di oggi è molto meno impegnativo rispetto a quello del giorno precedente ma le strade sono senza dubbio più trafficate. Passiamo in centro in una St. Moritz ancora addormentata e ci dirigiamo per la foto di gruppo alla partenza della pista di bob e slittino. E’ qui che iniziano i problemi per un GT 125 appena restaurato e bellissimo, che di andare in salita non ne vuol sapere. Costringerà la proprietaria ed il consorte, a bordo di un'altra Vespa a proseguire per Silvaplana. La salita da St. Moritz all’Albulapass si presenta subito ripida e piena di tornanti. Chiedo a Pratt se si può procedere ognuno con il proprio passo e ricongiungerci in cima al passo, lui capisce la mie smanie ed annuisce. Io parto e facendomi strada tra le altre Vespe assonnate arrivo prima sull’Albula. Devo constatare che anche le nuove Vespe a 4t con variatore risentono dell’altitudine e rallentano di molto l’andatura. Consumiamo una seconda colazione al Rifugio in cima la passo fotografando anche le mucche che pascolano indisturbate anche attraversando la strada. La discesa a Tiefencastel non è ricca di curve come la salita, ma è sempre molto bella dal punto di vista paesaggistico e così rende la guida non esasperata ma molto molto tranquilla. Si riparte in gruppo, dopo aver fatto rifornimento alla Esso di Tiefencastel nella vallata che con la cantonale 3 porta allo Julenpass. Dopo i primi tornanti lambiti dal bosco, si prosegue in una larga valle verde e soleggiata dove sorgono i borghi di Cunter, Savognin, Rona. Da Mulegns al passo la strada si fa ripida e disseminata di tornanti. Il traffico è sostenuto, con caravan e autobus gran turismo. Io non riesco a trattenermi e parto a razzo tirando le marce. Sorpasso tutto quello che mi si presenta davanti. Seconda e terza, terza e seconda. Nei tornanti stretti dove gli autobus sono quasi fermi, metto la prima e li passo all’interno.Non riesco a sopportare l’odore delle frizioni di questi mezzi pesanti. E così arrivo ancora una volta primo sul passo, ma questa volta Oliviero non si è fatto staccare più di tanto e arriva secondo. Il vento si alza e da dietro le montagne arrivano le prime nubi. Mentre faccio acquisti da vero turista, imitando Francesco, arriva anche l’ultima Vespa; un Rally 200 con dei problemi alla centralina risolti in loco con la sostituzione della centralina stessa. Anch’io all’interno del bauletto-officina ho sempre una centralina ed un regolatore di tensione di scorta perché con le centraline si può sempre rimanere per strada. Ripartiamo alla volta di Silvaplana con addosso le tute antipioggia, ma fortunatamente dopo qualche chilometro le gocce di pioggia cessano e ritorna il sole. E’ ormai l’ora di pranzo e così dopo aver ripreso nel gruppo i vespainfortunati di St. Moritz ci mettiamo alla ricerca di un ristorante dove poter effettuare la pausa pranzo. Il mio occhio cade su di un “grotto” prima della Maloja con vista sul lago. Ci accomodiamo in qusto bellissimo terrazzo sormontato dalla caratteristica costruzione del grotto. Pranziamo al dolce tepore datoci dai raggi del sole che fanno capolino sopra le nuvole.Il pranzo è salvo. Scendiamo i ripidi tornanti del Passo della Maloja ma ancor prima di giungere in località Casaccia veniamo raggiunti da un forte temporale. Io mi fermo sotto il balcone di una casa per indossare la tuta antipioggia e con me altri del gruppo, altri proseguono imperterriti. In una quindicina ci si ritrova alla stazione di servizio della Shell in località Roivan. La pioggia scrosciante non cessa; le nuvole si sono incuneate in questa valle stretta e non la vogliono lasciare. Dopo aver riempito i serbatoi ripartiamo ad andatura ridotta e finalmente il temporale cessa una volta usciti dalla valle a Villa di Chiavenna. Il gruppo si ricombatta e ci si saluta alla periferia di Chiavenna .Rimarremo uniti ancora per pochi chilometri, fino a Nuova Olonio, dove i bresciani e qualche milanese proseguendo per Lecco faranno rientro alle loro abitazioni. Io rimango con il gruppo dei ticinesi e dei restanti milanesi. Il percorso lungo il Lago di Como è bellissimo, ma il tempo non lo è altrettanto. Anche il traffico domenicale è aumentato sensibilmente e ciò rende problematica la guida sotto gli improvvisi acquazzoni estivi. Questi ci accompagneranno fino ad Argegno. Poi finalmente un po’ di pausa. Siamo rimasti veramente in pochi anche perché la maggior parte dei ticinesi ha preso la strada per Lugano in precedenza a Menaggio. Con me e pochi altri rimarrà Francesco che ci abbandonerà al bivio di Cernobbio – Maslianico. Per me non è finita qui. La strada è ancora lunga; ho ancora 400 km da percorrere e sono le 17 o poco più. Bene, non mi perdo d’animo ed assieme all’ultimo milanese facciamo il pieno all’Agip di Como centro e ripartiamo verso la superstrada. A questo punto tra improvvisi colpi di vento e fulmini riprende a piovere con notevole intensità. Fortunatamente sono ancora vestito di tutto punto ed ad andatura neanche troppo ridotta ci lasciamo dietro la pioggia a Severo. Di lì a casa ci impiego 6,30 ore passando per il centro di Milano e percorrendo la via Emilia fino a Piacenza Nord; di qui proseguo sull’autostrada fino a Rimini Sud, dove arrivo alle 23.30.
Grazie ancora a tutti gli amici del V.C. Ticino per l’organizzazione ed in particolar modo ad Oliviero per la calda ospitalità.
Arrivederci al prossimo Giro dei Passi nel 2002.
Gianfranco
I-BALBO
Associazione Vespaonline
V.C. Rep. di San Marino
Per chi ne vuol sapere di più: ho usato solo olio Mobil 1 sintetico 100%
Candele NGK B8ES
Gomme Michelin S1 3.50X10 ant e 100/90X10 post
Ho percorso 22 km/l in Autostrada all’andata e 20 km/l al ritorno e 24 km/l sulle statali nelle tappe d’avvicinamento e rientro, mentre il consumo durante il giro si è attestato sui 26 km/l ed ho usato un getto da 118 in pianura e 116 durante il giro.