Giro passi 2005

Lo spunto per il tragitto di questa edizione è venuto leggendo un resoconto di Gianfranco sul sito di Vespaonline. Inoltre per caso nell'estate dell'anno scorso ho fatto una gita salendo sul passo di Gavia e mi sono lasciato affascinare dalla bellezza della strada e del paesaggio circostante.

Bene guarda qualche cartina, fai qualche calcolo dei Km., che purtroppo alla fine erano molto di più, 320 al posto dei 250 previsti, ma comunque nell'accettabile. Lancio l' idea agli amici di comitato ed ecco la gita pronta.

Dal 1998 organizziamo il Giro dei passi, e non per vantarci, ma è diventata una nostra specialità. La Formula è semplice. 250 Km all'andata, 250 al ritorno, 3 - 4 passi per giornata, un rifugio oppure un tetto per dormire, 30 partecipanti al massimo, in quanto non disponiamo e non vogliamo scorte, ed il giro è pronto. Alcuni giorni prima si consultano le previsioni del tempo e se non diluvia si parte. Le gite vengono alternate un anno dalla parte Nord-Ovest del Gottardo e un anno nella parte Nord-Est. Ebbene quest'anno abbiamo scoperto che la parte Sud-Est, e precisamente le Alpi Orobie o Orobiche, non hanno niente da invidiare alle cugine maggiori poste più a nord.

Ma veniamo al dunque:

Sabato 23 luglio ore 08.30 ritrovo con il primo gruppo a Lugano. Partenza direzione Menaggio per immetterci sulla S 340 d, o meglio strada regina, per raggiungere località Ponte del passo, in cima la lago di Como, dove ci attendevano il gruppo degli amici del Vespa club Milano e la "Star Guest" Elio il quale assieme ad un suo amico è arrivato da Pordenone per aggregarsi al nostro gruppo. Elio è un vespista di lunga data con molti Km alle spalle. Il fatto di partecipare per la seconda volta ad una nostra trasferta è dimostrazione che la gita che organizziamo ha un certo fascino. Salutati tutti gli amici partenza direzione Morbegno per affrontare la prima salita che porta al passo S. Marco. 30 partecipanti su 25 Vespe e due non so cosa che con la Vespa hanno solo in comune il fatto le che ruote sono rotonde. I due comunque da li a poco sono stati graziati ed evitato il rogo in quanto hanno potuto rendersi utili perché nell'affrontare il passo S. Marco la Vespa PX 200 di Gianni, dopo aver percorso per più di 66000 Km senza una piega, ha dovuto mollare. I Prof. Dott. Ing. Mecc. in Vesp. grandi maghi, Marco, Sergio, Oliviero e Paolo, messi al capezzale della povera PX hanno potuto solo constatare lo stato grave e consigliato il rientro della Vespa con altri mezzi. Nessun problema, "The show must go on", la gita continua e tappa in cima al passo S. Marco dove era prevista una piccola sosta di rito per le foto. I panini, le salsicce la birra hanno fatto si di prolungare la sosta e dopo un recupero delle forze discesa verso S. Pellegrino-terme. Da lì svolta a sinistra per immetterci sulla strada che porta a Oltre il Colle, passo di Presolana, Azzone alla scoperta del passo del Vivione il quale ci ha lasciati a bocca aperta per la bellezza e le emozioni date su una strada stretta dove la massima concentrazione era d'obbligo e qualsiasi errore di guida avrebbero potuto essere fatali. L'esperienza di guida, la prudenza che abbiamo sempre e la tranquillità che ci distingue hanno fatto si di arrivare in val Camonica senza nessun problema. Come detto all'inizio alcuni giorni prima consultiamo le previsioni del tempo e aimé queste hanno rispettato i pronostici. Non per dire ma Meteo Svizzera fa un buon lavoro. Dopo una mattinata di pieno sole ecco il cielo che si copre e sono arrivate le prime gocce. Per fortuna poca roba e una leggera pioggia sparsa a tratti ci ha accompagnati verso Edolo. Ora il bello della gita era arrivato. Bisognava risalire la statale S 42 che porta a Ponte di legno e dopo una sosta per il rifornimento di carburante affrontare la strada che porta sul passo di Gavia a 2621 mt. con un dislivello di 1400 mt. Potete immaginarvi la nostra gioia. Come sempre ognuno con il proprio ritmo ha affrontato le diverse curve e salite per poi arrivare al rifugio Bonetta immersi in un misto di nebbia, pioggerellina ed arietta alquanto fresca.

L'accoglienza dei gestori è stata molto calorosa e dopo aver preso possesso delle nostre camere ci hanno coccolati con una cena copiosa a base di specialità della zona, pizzoccheri, polenta, salsicce, formaggio, spezzatino e dolce della casa. Il tutto accompagnato da buon vino e digestivo alpino della zona. Grazie alla famiglia Bonetta la quale si impegna a mantenere vivo il rifugio e dare un'ottima accoglienza ai sui clienti. Per maggiori informazioni sul rifugio consulta www.passogavia.it ne vale la pena.

Domenica 24 luglio, chi prima chi dopo, diana per essere in sella verso le 08.30. Foto rituale di gruppo e partenza direzione Sta Caterina in Varlfurva e Bormio. Da li la Valdidentro che ci porta sul passo del Foscagno ed il passo d'Eira. A questo punto facciamo il punto alla situazione e dopo esserci consultati si decide che il gruppo dei Milanesi, considerato il fatto che le strade avrebbero preso altre direzioni, si sarebbe staccato in quanto a differenza di come previsto, considerato che eravamo in anticipo di qualche ora sulla road-map, decidiamo di fare rientro in Ticino via passo dell' Albula e S. Bernardino. Saluti e abbracci e soprattutto arrivederci alla prossima gita.

Tappa obbligatoria a Livigno per il rifornimento benzina a Fr. 1.30 e acquisti vari. Da li salita verso il passo del Bernina dove abbiamo fatto una sosta pranzo. Salutiamo il nostro amico Ilario che faceva rientro a Poschiavo e giù per la bella discesa che porta in Engadina. La tratta, conosciuta in lungo e in largo, permette di lanciare le nostre Vespe nella bella discesa con curve larghe che sembra di surfare e le quali regalano sempre delle forti emozioni. Da li direzione la Punt e salita sulla strada stretta che porta in cima al passo dell'Albula. A Tiefencatel io mi stacco dal gruppo in quanto dovevo far ritorno a Poschiavo. In verità avevo previsto di staccarmi sul passo del Bernina ma la voglia di Vespa e stare assieme ai miei amici del club era troppa e per questo mi sono tappato 100 Km in più. Sono tornato solo soletto dal passo dello Julier e via a Poschiavo, ma questo non interessa più di quel tanto. Da quello che ho sentito da Olivero e Franco la gita è continuata nel migliore dei modi. Dal fascino delle gole della via Mala su via verso Splügen e poi il bel passo del S. Bernardino.

Non so perché, ma questo passo mi fa tenerezza in quanto con i suoi 2065 mt. non fa parte dei grandi passi come il S. Gottardo, lo Stelvio, il Gavia, L'Umbrail, La Novena ecc. Inoltre con la galleria è stato tagliato fuori, lasciato così nella sua naturalezza e nella sua bellezza con il bel laghetto e l'ospizio. Devo dire che a titolo personale mi porta dei ricordi in quanto quando ero piccolo andavo a trovare i miei nonni paterni vicino a Thusis ed a quei tempi non c'era ancora la galleria. Mio padre mi raccontava quando si attraversava d'inverno con gli sci per recarsi al sud delle alpi e proseguire il viaggio con l'auto postale che portava Mesocco e poi con la vecchia ferrovia che portava Bellinzona. Profumi, emozioni, ricordi; quanti di voi si ricordano di quando avevano la Vespa da giovani. Alcuni di noi li chiamo figli della Vespa. Ebbene si ! perché quanti dei vostri genitori o magari voi con la vostra Vespa sono andati a trovare la loro morosa?…. Ecco tutto ciò fa parte della Vespa e di quello che io chiamo Spirito del Vespista.

Bando ai sentimentalismi e continuiamo con il viaggio.

Come detto tutto filato bene. S. Bernardino e le strada, ora messa a nuovo, che porta Mesocco. Da li il giro dei passi è terminato e man mano che si scendeva verso Lugano si salutavano i diversi partecipanti con l'augurio di ritrovarsi per l' edizione 2006 che dovrebbe riportarci a Nord delle Alpi.

Ebbene il tutto è filato per il meglio grazie al legame di amicizia che contraddistingue tutti noi soci.

Bene abbiamo fatto una bellissima gita, scoperto nuovi luoghi, assaporato nuovi profumi e soprattutto passato due giornate in ottima compagnia.

Per l'edizione 2006 riservate già sin d'ora la vostra partecipazione perché come detto i posti sono limitati ed alcuni si sono già iscritti.

Con tanta passione per la Vespa.

Marco Patt