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Lo
spunto per il tragitto di questa edizione è venuto leggendo un
resoconto di Gianfranco sul sito di Vespaonline. Inoltre per caso
nell'estate dell'anno scorso ho fatto una gita salendo sul passo di
Gavia e mi sono lasciato affascinare dalla bellezza della strada e
del paesaggio circostante.
Bene
guarda qualche cartina, fai qualche calcolo dei Km., che purtroppo
alla fine erano molto di più, 320 al posto dei 250 previsti, ma
comunque nell'accettabile. Lancio l' idea agli amici di comitato ed
ecco la gita pronta.
Dal
1998 organizziamo il Giro dei passi, e non per vantarci, ma è
diventata una nostra specialità. La Formula è semplice. 250 Km
all'andata, 250 al ritorno, 3 - 4 passi per giornata, un rifugio
oppure un tetto per dormire, 30 partecipanti al massimo, in quanto
non disponiamo e non vogliamo scorte, ed il giro è pronto. Alcuni
giorni prima si consultano le previsioni del tempo e se non diluvia
si parte. Le gite vengono alternate un anno dalla parte Nord-Ovest
del Gottardo e un anno nella parte Nord-Est. Ebbene quest'anno
abbiamo scoperto che la parte Sud-Est, e precisamente le Alpi Orobie
o Orobiche, non hanno niente da invidiare alle cugine maggiori poste
più a nord.
Ma
veniamo al dunque:
Sabato
23 luglio ore 08.30 ritrovo con il primo gruppo a Lugano. Partenza
direzione Menaggio per immetterci sulla S 340 d, o meglio strada
regina, per raggiungere località Ponte del passo, in cima la lago
di Como, dove ci attendevano il gruppo degli amici del Vespa club
Milano e la "Star Guest" Elio il quale assieme ad un suo
amico è arrivato da Pordenone per aggregarsi al nostro gruppo. Elio
è un vespista di lunga data con molti Km alle spalle. Il fatto di
partecipare per la seconda volta ad una nostra trasferta è
dimostrazione che la gita che organizziamo ha un certo fascino.
Salutati
tutti gli amici partenza direzione Morbegno per affrontare la prima
salita che porta al passo S. Marco. 30
partecipanti su 25 Vespe e due non so cosa che con la Vespa hanno
solo in comune il fatto le che ruote sono rotonde. I due comunque da
li a poco sono stati graziati ed evitato il rogo in quanto hanno
potuto rendersi utili perché nell'affrontare il passo S. Marco la
Vespa PX 200 di Gianni, dopo aver percorso per più di 66000 Km
senza una piega, ha dovuto mollare. I
Prof. Dott. Ing. Mecc. in Vesp. grandi maghi, Marco, Sergio,
Oliviero e Paolo, messi al capezzale della povera
PX hanno potuto solo constatare lo stato grave e consigliato il
rientro della Vespa con altri mezzi. Nessun
problema, "The show must go on", la gita continua e tappa
in cima al passo S. Marco dove era prevista una piccola sosta di
rito per le foto. I panini, le salsicce la birra hanno fatto si di
prolungare la sosta e dopo un recupero delle forze discesa verso S.
Pellegrino-terme. Da lì svolta a sinistra per immetterci sulla
strada che porta a Oltre il Colle, passo di Presolana, Azzone alla
scoperta del passo del Vivione il quale ci ha lasciati a bocca
aperta per la bellezza e le emozioni date su una strada stretta dove
la massima concentrazione era d'obbligo e qualsiasi errore di guida
avrebbero potuto essere fatali. L'esperienza di guida, la prudenza
che abbiamo sempre e la tranquillità che ci distingue hanno fatto
si di arrivare in val Camonica senza nessun problema. Come detto
all'inizio alcuni giorni prima consultiamo
le previsioni del tempo e aimé queste hanno rispettato i
pronostici. Non per dire ma Meteo Svizzera fa un buon lavoro. Dopo
una mattinata di pieno sole ecco il cielo che si copre e sono
arrivate le prime gocce. Per fortuna poca roba e una leggera pioggia
sparsa a tratti ci ha accompagnati verso Edolo. Ora il bello della
gita era arrivato. Bisognava risalire la statale S 42 che porta a
Ponte di legno e dopo una sosta per il rifornimento di carburante
affrontare la strada che porta sul passo di Gavia a 2621 mt. con un
dislivello di 1400 mt. Potete
immaginarvi la nostra gioia. Come sempre ognuno con il proprio ritmo
ha affrontato le diverse curve e salite per poi arrivare al rifugio
Bonetta immersi in un misto di nebbia, pioggerellina ed arietta
alquanto fresca.
L'accoglienza
dei gestori è stata molto calorosa e dopo aver preso possesso delle
nostre camere ci hanno coccolati con una cena copiosa a base di
specialità della zona, pizzoccheri, polenta, salsicce, formaggio,
spezzatino e dolce della casa. Il tutto accompagnato da buon vino e
digestivo alpino della zona. Grazie alla famiglia Bonetta la quale
si impegna a mantenere vivo il rifugio e dare un'ottima accoglienza
ai sui clienti. Per maggiori informazioni sul rifugio consulta www.passogavia.it
ne
vale la pena.
Domenica
24 luglio, chi prima chi dopo,
diana per essere in sella verso le 08.30. Foto rituale di gruppo e
partenza direzione Sta Caterina in Varlfurva e Bormio. Da li la
Valdidentro che ci porta sul passo del Foscagno ed il passo d'Eira.
A questo punto facciamo il punto alla situazione e dopo esserci
consultati si decide che il gruppo dei Milanesi, considerato il
fatto che le strade avrebbero preso altre direzioni, si sarebbe
staccato in quanto a differenza di come previsto, considerato che
eravamo in anticipo di qualche ora sulla road-map, decidiamo di fare
rientro in Ticino via passo dell' Albula e S. Bernardino. Saluti e
abbracci e soprattutto arrivederci alla prossima gita.
Tappa
obbligatoria a Livigno per il rifornimento benzina a Fr. 1.30 e
acquisti vari. Da li salita verso il passo del Bernina dove abbiamo
fatto una sosta pranzo. Salutiamo il nostro amico Ilario che faceva
rientro a Poschiavo e giù per la bella discesa che porta in
Engadina. La tratta, conosciuta in lungo e in largo, permette di
lanciare le nostre Vespe nella bella discesa con curve larghe che
sembra di surfare e le quali regalano sempre delle forti emozioni.
Da li direzione la Punt e salita sulla strada stretta che porta in
cima al passo dell'Albula. A
Tiefencatel io mi stacco dal gruppo in quanto dovevo far ritorno a
Poschiavo. In verità avevo previsto di staccarmi sul passo del
Bernina ma la voglia di Vespa e stare assieme ai miei amici del club
era troppa e per questo mi sono tappato 100 Km in più. Sono tornato
solo soletto dal passo dello Julier e via a Poschiavo, ma questo non
interessa più di quel tanto. Da quello che ho sentito da Olivero e
Franco la gita è continuata nel migliore dei modi. Dal fascino
delle gole della via Mala su via verso Splügen e poi il bel passo
del S. Bernardino.
Non
so perché, ma questo passo mi fa tenerezza in quanto con i suoi
2065 mt. non fa parte dei grandi passi come il
S.
Gottardo, lo Stelvio, il Gavia, L'Umbrail,
La Novena ecc.
Inoltre con la galleria è stato tagliato fuori, lasciato così
nella sua naturalezza e nella sua bellezza con il bel laghetto e
l'ospizio. Devo dire che a titolo personale mi porta dei ricordi in
quanto quando ero piccolo andavo a trovare i miei nonni paterni
vicino a Thusis ed a quei tempi non c'era ancora la galleria. Mio
padre mi raccontava quando si attraversava d'inverno con gli sci per
recarsi al sud delle alpi e proseguire il viaggio con l'auto postale
che portava Mesocco e poi con la vecchia ferrovia che portava
Bellinzona. Profumi, emozioni, ricordi; quanti di voi si ricordano
di quando avevano la Vespa da giovani. Alcuni di noi li chiamo figli
della Vespa. Ebbene si ! perché quanti dei vostri genitori o magari
voi con la vostra Vespa sono andati a trovare la loro morosa?….
Ecco tutto ciò fa parte della Vespa e di quello che io chiamo
Spirito del Vespista.
Bando
ai sentimentalismi e continuiamo con il viaggio.
Come
detto tutto filato bene. S. Bernardino e le strada, ora messa a
nuovo, che porta Mesocco. Da li il giro dei passi è terminato e man
mano che si scendeva verso Lugano si salutavano i diversi
partecipanti con l'augurio di ritrovarsi per l' edizione 2006 che
dovrebbe riportarci a Nord delle Alpi.
Ebbene
il tutto è filato per il meglio grazie al legame di amicizia che
contraddistingue tutti noi soci.
Bene
abbiamo fatto una bellissima gita, scoperto nuovi luoghi, assaporato
nuovi profumi e soprattutto passato due giornate in ottima
compagnia.
Per
l'edizione 2006 riservate già sin d'ora la vostra partecipazione
perché come detto i posti sono limitati ed alcuni si sono già
iscritti.
Con
tanta passione per la Vespa.
Marco
Patt
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