EUROVESPA

16 - 20 giugno 2005

 

Giovedì 16 giugno, le premesse ci sono tutte: previsioni del tempo ottime, tragitto ben studiato, distanza adeguata, raduno di notevole importanza, meta tutta da scoprire, mezzi con ottime prestazioni, buon gruppo e tanta voglia di Vespa.

Ritrovo alle 06.30-35-40-45…..ai piedi del Mte Ceneri con Sergio, Gina; Athos, Eros e Pierre, raggiungiamo poi Oliviero e Franco a Lugano e poi via verso Menaggio e Colico dove si aggregano Augusto e Luisella. Di seguito percorriamo la Valtellina sulle strade laterali ed incominciamo ad apprezzare le emozioni dei nostri mezzi. Prima salita passo Aprica poi si continua per Edolo, passo del Tonale e pausa pranzo vicino a Cles. Primo pranzo da lupi a base di, pasta con salsicce, bistecche, polenta e lumache le quali non erano le sole a lasciare la striscia di bava viste le generosità della cameriera. Proseguiamo poi verso il passo di Mandola, Bolzano e da li su verso Nova Levante attraverso la Val d' Ega o ( Eggental) e Canazei. Prima salitona sul passo Fedaia per goderci le Dolomiti. Arriviamo in località Andraz dove Walter, del Hotel La Baita, ci attendeva con un'ottima cena dopo aver percorso 380.KM. 

Posto incantevole ma purtroppo rumoroso dovuto a circolari, moto seghe e tutti i rumori vari con o senza profumi che rendono ad alcuni di noi la notte in bianco. Pace, lo spirito di gruppo comporta anche questo.

Venerdì 17 (in sella alle 08.15), prima piccola panne dove si deve riparare la leva del cambio della TS di Athos. Nessun problema, Sergio con le sue mani d'oro rimette il tutto a posto e si riparte. Nel frattempo il resto del gruppo fa tappa a Cortina d' Ampezzo passando per il passo di Falzarego. Da lì immancabile visita alle 3 cime di Lavaredo. Sulla road-map siamo in ritardo e dobbiamo recuperare tempo e Km. Si consulta il GPS di Franco e dopo i consigli e le indicazioni degli ormai sperimentati Augusto e Luisella si decide di cambiare tragitto passando per il passo Monte Croce Carnico dove entriamo in Austria. Scelta azzeccata in quanto oltre che arrivare per tempo, prima delle 18°° a Portschach per l'iscrizione, abbiamo viaggiato da favola senza nessuna difficoltà e con pochissimo traffico sulla strada della Gailtal. L'unico che ha avuto un attimo di emozioni è stato Oliviero quando la PX 200  ha fatto una "grippatina". L' esperienza del pilota e la pronta reazione hanno fatto si che si trattasse di starnuto del motore senza nessun rischio e conseguenza. Alle 18°° arrivo a Pörtscach dopo aver percorso 640 Km. Si incrociano i primi partecipanti e via sempre di più. Per la cronaca alla fine erano più di 2400.

EUROVESPA. Dopo aver preso possesso delle nostre camere presso il Gasthaus Mertl abbiamo partecipato al raduno vero e proprio. Venerdì sera spettacolo di acrobazie con il mitico Robin da Monaco.

Sabato, distribuzione del pranzo al sacco, giro turistico attorno al lago, per la serie se non prendi un malanno per il fumo dei tubi di scarico non lo prendi più, pausa pranzo e rientro. "Cena di Gala". Non mi piace criticare ma aspettare 3 ore per ricevere il primo è un po' troppo. D'altra parte non mi faccio rovinare la serata dalla cena "di gala" ( sul programma veniva raccomandata una tenuta decorosa ). L' ambiente era buono con invitati illustri, musica e folclore Carinziano. Abbiamo comunque incontranto gli intramontabili i quali partecipano sempre e non mollano mai come il mitico Helmut da Amburgo. La serata si è poi conclusa in un bar esclusivo in riva al lago frequentato dalla Klagenfurth bene e dove abbiamo potuto ammirare le bellezze della Carinzia. 

Domenica, dopo aver caricato le nostre Vespe e fatto gli ultimi acquisti, si riprendeva la via del ritorno. I primi 100 Km ci hanno riportato sulla stessa strada sino a Mauhten. Da li prima sosta per il pranzo con un Wienersnitzel grande come un lenzuolo. Dopo esserci ben rimpizzati siamo risaliti sulle nostre Vespe ed abbiamo percorso la bellissima valle della Lesachtal. Sembrava di essere fuori dal mondo con villaggi e pascoli alpini da fiaba. 

Rientro in Italia direzione Brunico. La strada è più trafficata ma ce la prendiamo con calma. Sappiamo che da li a poco, dopo Bressanone e la statale del Brennero, ci attendeva il passo di Mte Giovo ( Jaufenpass). Una favola, belle salite, niente traffico, temperatura ideale, le nostre Vespe hanno dato il massimo e ce la siamo goduta in pieno. In cima al passo, dopo aver lasciato la nostra impronta con un bel autocollante del nostro club sul cartello segnaletico, giù attraverso la val Passiria ed arrivo Merano dove abbiamo pernottato. Immancabile cena in una birreria del centro con specialità della zona della serie "ti digerisco dopo una settima". Niente di tutto ciò in quanto il tutto era accompagnato da della buona birra. Piccola passeggiata nel borgo dove per caso abbiamo incontrato Patrick, Christian e Albelt i quali avevano fatto un altro percorso ma con stessa tappa a Merano. Si discute del più e del meno ad alla fine Christian e Albert decidono di fare un pezzo di strada assieme a noi.

Lunedì il tragitto prevedeva, dopo aver percorso la val Venosta, di entrare in Svizzera dalla val Monastero. La voglia di passare dal passo dello Stelvio e dal Umbrail, che è strerrato, era troppa. Era una questione di tempo, si allungava la strada, le nostre famiglie ci attendevano dopo 5 giorni assenza, si incominciavano a sentire i chilometri e poi il rischio di essere stanchi negli ultimi 100 Km che ci portavano a casa erano fattori negativi. Ma la voglia di Vespa era troppa. Dovevamo per forza regalare alle nostre mitiche quei 2 passi, non potevamo lasciarli lì e per alcuni di noi era la prova del 9. Se la Vespa reggeva ai 2758 m. di altitudine avremmo potuto arrivare in capo al modo. La mascotte Gina, con la sua PX 125 grigia, che quando si fermava toccava appena terra con i piedi, voleva affrontare a tutti costi la salita. :- "E se non ce la faccio?"… Noi tutti la incoraggiavamo con un :-"Vai Gina siamo con tè". Ebbene fu ed è arrivata in cima senza una sosta e senza nessuna sbavatura. Poco prima della partenza nuova panne per Athos. Si rompe la cordina della frizione. Nessun problema, smonta, spingi, gira, tira alla fine la cordina riesce a passare dalle strozzatura. 

Si parte ognuno con il suo ritmo. Il mio ritmo come pure quello di Sergio erano al quanto che tranquilli. Volevamo far vedere cosa valgono le Vespe. Abbiamo adocchiato 2 motociclisti con due Honda, non so bene di che cilindrata, sicuramente di più delle nostre cento ……, e via come 2 iene all'inseguimento della loro preda. Dopo delle staccate impressionanti, frenate, scalo di marce ed accellerazioni da Gran premio, i due motociclisti, prima del tiratone a c.a 2000 mt, hanno preso una stradina laterale. Non sappiamo ancora se per fare un pausa, se per raggiungere il resto del gruppo oppure se per lasciarci passare prima di essere beffati. Ricordo comunque che non abbiamo mai preso nessun rischio o fatto qualche "cazzata" in quanto non vogliamo mettere a rischio in nessun momento la nostra come pure l'incolumità degli altri. E questo lo ricordiamo sempre a tutte le nostre trasferte per evitare spiacevoli sorprese. Insomma alla fine siamo arrivati in cima al passo. 

Purtroppo, poco prima della vetta, la frizione della PX di Franco lo aveva lasciato e aimé cosa facciamo ? Per fortuna il "Grande Sergio", come nella gita in Corsica, e questa volta li aveva con sé, con 2 chiavi, pinze e cacciavite, sul bordo della strada ha rimesso la Vespa a posto. Grazie Sergio. Pausa e pranzo con il mitico panino alla salsiccia, crauti e tanta senape. Foto di rito e giù verso il passo dell' Umbrail, valle Monstero passo del Forno per poi arrivare in bassa  Engadina. 

Ora la strada era tutta in discesa. Dopo aver assaporato il panorama delle belle cime delle montagne Engadinesi, essere passati dalla ricchissima St. Moritz, siamo scesi dal passo dal Maloja. Li purtroppo la GTR di Pierre lasciava la cordina de gas. Al primo momento sembrava un un lavoro da poco, ma non si sa perché non si è arrivati a cambiarla come si deve. Qui l'esperienza, l'ingegno, il senso pratico ma soprattutto la grande passione hanno fatto si di trovare una soluzione. 

Questa era stata l'ultima panne prima del rientro in Ticino. Con questo voglio ricordare a tutti gli appassionati che la Vespa difficilmente non ti riporta a casa, capiti quel che capiti ti sarà sempre fedele se la tratti con amore e passione. Per la cronaca durante la trasferta per un totale di c.a  13000 Km percorsi da tutte le Vespe abbiamo lasciato per strada: 1 levetta per il cambio. 1 interruttore del freno posteriore, 1 lampadina, 1 cordina della frizione, 1 cordina del gas, 1 frizione. Tutte le Vespe sono rientrate in ottimo stato senza nessun danno. Siamo arrivati in Ticino alla 19°° c.a dopo esserci congedati a Colico da Augusto e Luisella e dopo aver percorso 1400 Km, chi più chi meno, stanchi ma contenti e pronti per ripartire per una prossima gita.

Ricordo che non avevamo nessun mezzo di appoggio. Ci siamo arrangiati noi stessi con i mezzi in nostro possesso. L' esperienza acquisita negli anni trascorsi fanno si che non partiamo più all'avventura. Questo perché ci aiutiamo a vicenda e chi si aggrega al nostro gruppo può contare sull'esperienza, l' appoggio e la solidarietà di tutti in quanto posso definire e ne sono molto orgoglioso abbiamo raggiunto quello che io chiamo sempre "LO SPIRITO DEL VESPISTA" .

Per concludere posso affermare che questa è stata una delle trasferte più belle che ho fatto sino ad ora. Grazie sicuramente al bel tempo, 5 giorni di sole, Grazie a Franco per il supporto nel cercare la migliore strada, Grazie al Grande Sergio per le sue capacità e conoscenze tecniche, Grazie a Oliviero che mantiene i rapporti ed è conosciuto da tutti i vespisti, Grazie a Gina, Athos, Pierre, Eros, Augusto e Luisella per aver aderito alla nostra impresa e che hanno portato buon nome e buon umore al nostro club. Ma soprattutto grazie per la compagnia ed i bei momenti che tutti hanno offerto così che la trasferta diventi indimenticabile.

Alla prossima gita.

Con tanta passione per la Vespa

Marco Patt